Il Palazzo di Giustizia
Imponente nella mole, questo edificio che costeggia la parte terminale di via Plana (già Pareto), è tra i più vasti della città. Fu eretto, in più riprese, dai padri Scolopi che, in virtù della grande fama e reputazione che godevano nei campo dell'insegnamento, furono chiamati in Voghera ad aprirvi una scuola dalla nobile Giulia Novati De Canibus che, con suo atto del 20 maggio 1691, a rogito del notaio Jacopo Emilio Buonamici, testava a loro favore.
Agli Scolopi, dopo alterne vicende, successero i Gesuiti che gestirono l'insegnamento nell'edificio sino al 1848 allorquando gli stessi ne saranno estromessi, mentre con decreto reale del 20 marzo dello stesso anno, la scuola veniva convertita in Convitto Nazionale.
La facciata dell'edificio fu restaurata nel 1885, su disegno del prof. Achille Piatti di Voghera che la dotò del bel portale adorno di cornice e stemma comunale nella parte superiore. Dal 1922 i locali sono adibiti a sede degli uffici giudiziari.
Nell'atrio d'ingresso, sul lato destro, opera di Ambrogio Casati, eseguita nel 1922, è il monumento a ricordo del capitano avv. Vittorio Nassano. L'epigrafe che si legge, spicca su bronzo nella parte superiore della cornice marmorea. La lastra in marmo botticino chiude la detta epigrafe con l'effige, leggermente stilizzata, pur nell'evidente conservazione di documento iconografico, e delle due figure simboliche. Il nudo virile rappresentante, nell'attributo della spada, il concetto del diritto, volente e pensoso reclina fronde di querce all'effige eroica, similmente a quelle dell'alloro, sono dolcemente piegate da una pietosa figura di donna che, tenendo un volume di leggi, raffigura la giustizia. L'epigrafe fu dettata dall'avv. Carlo Canepa, mentre i materiali sono della ditta Luzzani.
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